La P.O.P.S. (Pelvic Organs Prolapse Suspension):  l’intervento salva utero

I prolassi degli organi pelvici rappresentano la patologia più diffusa nelle donne, il 30-40% delle donne che hanno figli soffre di prolasso di vescica e di utero. Il prolasso di questi due organi si manifesta con la comparsa di una “palla” in vagina e spesso l’utero fuoriesce all’esterno. I sintomi più frequenti sono la perdita di urine con la tosse o sotto sforzo, la necessità di urinare frequentemente, spesso anche di notte.

Questi disturbi imbarazzano le donne tanto che il 60% nasconde tali disturbi al marito. L’attività sessuale è spesso gravemente compromessa. La qualità di vita è comparabile a quella delle donne affette da demenza o cancro.

Al prolasso dell’utero si associa sempre il prolasso del retto che spesso provoca stipsi configurando il quadro di prolasso pelvico tricompartimentale.

Gli interventi tradizionali comportano quasi sempre la rimozione dell’utero e non correggono il prolasso rettale e la stipsi.

Il 30% delle pazienti necessita di un secondo intervento chirurgico.

Il nuovo intervento P.O.P.S., eseguibile in laparoscopia con tre incisioni addominali di 1 cm, conserva l’utero. Una benderella della quale un capo viene fissato alla vagina, vescica e retto ed un capo ai muscoli addominali, consente di tirare su nella posizione naturale i tre organi correggendo tutti i sintomi associati.

Bastano 2-3 giorni di ricovero e dopo una settimana si possono riprendere le normali attività.

Salvare l’utero è importante perché, oltre alla riproduzione, serve a dividere la vescica dal retto regolando meglio le funzioni fisiologiche. Non asportare l’utero evita le tante complicanze chirurgiche connesse all’isterectomia. Infine conservare l’utero ha un ottimo impatto psicologico e sessuale sulle donne che, giustamente, vivono come una menomazione psico-fisica l’asportazione di tale organo.

Il 97% delle donne sottoposte a P.O.P.S hanno giudicato il risultato ottimo o eccellente, dichiarandosi soddisfatte.

La tecnica, chirurgica mininvasiva comporta una bassissima percentuale di complicanze e la ripresa rapida di una qualità di vita, che era stata gravemente compromessa.


Quest’articolo vi è proposto dalla Dottoressa Gianfreda.