Prolasso degli organi pelvici: diagnosi e cura

A cura del Dott. Nico Naumann, ginecologo; della Dott.ssa Valeria Gianfreda, chirurgo del pavimento pelvico; della Dott.ssa Francesca Maccioni, radiologa ecografista; della Dott.ssa Christine Blondeel, ostetrica, esperta in riabilitazione del pavimento pelvico.

Il Dott. Nico Naumann, ginecologo, introduce un tema che interessa moltissime donne e che, ancora oggi, viene spesso vissuto in silenzio.

Sempre più frequentemente, dopo la menopausa — ma talvolta anche prima — si osservano pazienti che riferiscono una sensazione di peso pelvico o la percezione di “qualcosa che scende”. Alla visita può emergere un prolasso genitale, con eventuale cedimento della parete anteriore della vagina e coinvolgimento della vescica, oppure del comparto rettale.

Come sottolinea il Dott. Naumann, i sintomi possono interessare più sfere contemporaneamente: urinaria, intestinale, sessuale. Per questo oggi è fondamentale una valutazione completa del pavimento pelvico.

Il prolasso non è un problema “di un solo organo”. È una condizione che richiede un approccio multidisciplinare e una valutazione tricompartimentale, capace di integrare competenze ginecologiche, chirurgiche, diagnostiche e riabilitative.

Schema del pavimento pelvico e degli organi pelvici (vescica, utero, retto)

Quanto è diffuso il prolasso e perché succede

La Dott.ssa Valeria Gianfreda, chirurgo del pavimento pelvico, spiega che il prolasso degli organi pelvici è molto più comune di quanto si pensi. Le stime indicano che può interessare dal 30% al 50% delle donne, e i numeri reali potrebbero essere ancora più alti: molte pazienti non parlano dei sintomi per imbarazzo o perché li considerano “inevitabili” dopo le gravidanze o con l’avanzare dell’età.

Quando però il prolasso inizia a incidere sulla qualità della vita, esistono percorsi diagnostici e terapeutici efficaci.

Perché succede: i fattori di rischio principali

Il prolasso è spesso il risultato di più elementi che si sommano nel tempo. Tra i principali fattori di rischio troviamo:

  • Familiarità (mamma, nonna o sorelle con problematiche simili)
  • Gravidanze e parti
  • Squilibri ormonali del periodo peri-menopausale
  • Variazioni importanti di peso
  • Stipsi cronica e sforzi evacuativi ripetuti

I segnali da non ignorare

La Dott.ssa Gianfreda ricorda che il prolasso raramente si presenta con un sintomo isolato. Più spesso coinvolge diversi compartimenti (vescica, vagina/utero, retto).

Area urinaria

  • Incontinenza
  • Urgenza minzionale
  • Sensazione di svuotamento incompleto
  • Necessità di urinare frequentemente

Area genitale

  • Sensazione di peso vaginale
  • Percezione di un “corpo estraneo” in vagina
  • Dolore o fastidio nei rapporti

Area rettale

  • Stipsi ostinata
  • Disturbi intestinali persistenti
  • Dolore anale
  • Difficoltà evacuative

👉 Il momento giusto per rivolgersi allo specialista è quando questi sintomi iniziano a condizionare attività quotidiane, serenità e vita di relazione.

Sintomi del prolasso: segni urinari, genitali e rettali

La diagnosi: perché servono esami dinamici

La Dott.ssa Francesca Maccioni, radiologa ecografista, spiega che quando si parla di prolasso degli organi pelvici si tende spesso a pensare a un problema “di vescica” o “di intestino”. In realtà il pavimento pelvico è un sistema integrato: gli organi si influenzano reciprocamente e i sintomi possono essere misti.

Per questo, la diagnostica migliore è spesso quella dinamica: non si limita a fotografare la posizione degli organi, ma ne osserva il movimento durante la funzione.

Gli esami dinamici permettono di valutare:

  • Come scendono gli organi e in quale fase
  • Quanto scendono
  • Quale compartimento è coinvolto (anteriore, medio, posteriore)
  • Se il disturbo è meccanico, funzionale o entrambi

Questo approccio è decisivo per evitare diagnosi parziali e impostare una terapia mirata.

Schema del pavimento pelvico e degli organi pelvici (vescica, utero, retto)

RM defecografica

La risonanza magnetica con studio defecografico consente di valutare vescica, utero/vagina e retto durante le manovre funzionali.

È particolarmente indicata in presenza di:

  • Difficoltà evacuative
  • Sensazione di svuotamento incompleto
  • Sintomi misti urinari, intestinali e genitali
RM defecografica: esame dinamico per valutare il prolasso durante la funzione

Cisto-colpo-defecografia dinamica

Rappresenta un’alternativa diagnostica con lo stesso obiettivo: documentare in modo funzionale la discesa degli organi e le loro relazioni reciproche.

Come precisa la Dott.ssa Maccioni, la scelta tra i due esami dipende da:

  • Sintomi prevalenti
  • Indicazione clinica
  • Percorso diagnostico già effettuato
  • Valutazione specialistica multidisciplinare

Esami complementari

A seconda del quadro clinico possono affiancarsi:

  • Ecografia transvaginale
  • Pap test
  • Colonscopia
  • Esame urodinamico

Non sono alternativi agli esami dinamici, ma tasselli che completano il mosaico diagnostico.

Compartimenti del pavimento pelvico: anteriore, medio e posteriore

Quando serve la chirurgia

La Dott.ssa Valeria Gianfreda chiarisce che la chirurgia viene presa in considerazione soprattutto nei prolassi oltre il II grado, quando i disturbi compromettono concretamente la vita quotidiana: camminare, lavorare, viaggiare, avere rapporti, prendersi cura di sé.

Un punto centrale, è la preservazione dell’utero quando possibile. L’isterectomia può alterare l’anatomia pelvica e influire su vescica e retto, oltre ad avere un impatto emotivo significativo. Per questo viene evitata se non strettamente necessaria.

Tecnica mininvasiva P.O.P.S.

La tecnica P.O.P.S. è una procedura laparoscopica mininvasiva per il prolasso multiorgano. Prevede:

  • Tre piccole incisioni addominali
  • Inserimento di una mesh in polipropilene a “V”
  • Sostegno e riposizionamento di vescica, utero e retto in un’unica operazione
  • Durata media di circa 120 minuti
  • Degenza di circa 3 giorni
  • Ripresa generalmente rapida e graduale

Un beneficio molto sentito dalle pazienti è la conservazione dell’utero, quando clinicamente possibile.

Tecnica P.O.P.S. mininvasiva per prolasso multiorgano: supporto e riposizionamento degli organi pelvici

Riabilitazione: il cuore del percorso terapeutico

La Dott.ssa Christine Blondeel, ostetrica esperta in riabilitazione del pavimento pelvico, sottolinea che il trattamento del prolasso non è identico per tutte le donne. Segue un percorso graduale e personalizzato, come indicato anche dalle linee guida dell’International Continence Society (ICS) e dell’International Urogynecological Association (IUGA).

Prolasso iniziale (stadi I–II): quando la riabilitazione può fare la differenza

Nelle fasi precoci, in assenza di sintomi severi, il trattamento di prima linea è conservativo.

Un programma strutturato di Pelvic Floor Muscle Training (PFMT) può:

  • migliorare tono e resistenza muscolare
  • ridurre la sensazione di peso pelvico
  • migliorare la qualità di vita
  • rallentare la progressione del prolasso

Il percorso inizia con una valutazione della propriocezione e della capacità di contrazione volontaria. In caso di difficoltà si può ricorrere a biofeedback o elettrostimolazione funzionale.

Parallelamente si lavora su:

  • respirazione diaframmatica
  • postura
  • gestione delle pressioni quotidiane (tosse, stipsi, sollevamento carichi)

Intervenire precocemente significa prevenire l’aggravamento e, in alcuni casi, posticipare o evitare la chirurgia.

Esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico / respirazione

Riabilitazione preoperatoria

Quando il prolasso è avanzato (stadi III–IV) e l’intervento è indicato, la riabilitazione preoperatoria ne migliora significativamente i risultati.

Il percorso comprende:
1️⃣ Rafforzamento del pavimento pelvico
2️⃣ Rafforzamento degli addominali profondi
(esercizi ipopressivi, attivazione del trasverso)
3️⃣ Educazione comportamentale, con attenzione a:

  • dieta ricca di fibre e idratazione adeguata
  • posizione fisiologica per la defecazione
  • contrazione anticipatoria del perineo prima degli sforzi

Le pazienti che preparano il perineo prima dell’intervento presentano frequentemente una migliore contrazione post-operatoria e minore perdita di tono.

perineo, addome profondo, educazione alle pressioni

Riabilitazione post-operatoria

La chirurgia ripristina l’anatomia, ma non corregge automaticamente le disfunzioni muscolari o la dinamica addominale-pelvica.

La Dott.ssa Blondeel ricorda che la riabilitazione post-operatoria, generalmente avviata 6–8 settimane dopo l’intervento su indicazione del chirurgo, serve a:

  • riattivare la contrazione volontaria
  • migliorare la resistenza muscolare
  • correggere spinte paradossali
  • coordinare respirazione e perineo

Uno dei principali fattori di recidiva è l’iperpressione addominale cronica (stipsi, tosse persistente, sollevamento carichi, apnea da sforzo). L’educazione perineale insegna coordinazione espirazione–contrazione e strategie defecatorie non forzate, fondamentali per mantenere nel tempo il risultato chirurgico.

Prevenzione delle recidive / gestione delle pressioni addominali

Un percorso integrato per la salute del pavimento pelvico

Come ribadisce il Dott. Nico Naumann, il prolasso non deve essere vissuto come una condizione da “sopportare”. È una patologia frequente, ma oggi gestibile con strategie su misura.

Presso l’Aventino Medical Group di Roma, il percorso è realmente multidisciplinare:

  • valutazione clinica tricompartimentale
  • diagnostica dinamica mirata
  • approccio chirurgico mininvasivo quando necessario
  • riabilitazione personalizzata nelle diverse fasi

L’obiettivo non è solo correggere un’anatomia, ma restituire qualità di vita, funzionalità e serenità.

Approccio multidisciplinare nel prolasso: integrazione tra valutazione clinica e diagnostica

Se presenti sintomi urinari, genitali o intestinali persistenti — come senso di peso pelvico, incontinenza, urgenza o difficoltà evacuative — prenota una valutazione specialistica per impostare un percorso completo e personalizzato.

La salute del pavimento pelvico merita attenzione, competenza e un approccio integrato.