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Cistoscopia: cos’è, come si fa e quando è necessaria

A cura del Dott. Alessandro Capozzoli, urologo presso l’Aventino Medical Group Un esame spesso temuto più del necessario, ma molto importante per chiarire sintomi urinari e osservare direttamente l’interno della vescica. Che cos’è la cistoscopia? La cistoscopia è un esame urologico che consente di visualizzare direttamente l’interno dell’uretra e della vescica attraverso uno strumento sottile, chiamato cistoscopio. È un’indagine particolarmente utile quando bisogna approfondire sintomi o alterazioni che non possono essere spiegati con precisione da esami indiretti, come l’ecografia o i soli esami di laboratorio. Quando può essere consigliata? La cistoscopia può essere indicata in diverse situazioni, per esempio in presenza di: Molto spesso viene prescritta dopo una visita urologica, quando il medico ritiene utile vedere direttamente la mucosa vescicale. Come si svolge l’esame? L’esame viene eseguito inserendo delicatamente il cistoscopio attraverso l’uretra. Grazie agli strumenti moderni, spesso flessibili e di piccolo calibro, la procedura è oggi molto più tollerabile rispetto a quanto molti pazienti immaginano. In generale, la cistoscopia: La modalità concreta può variare in base al caso clinico e alla valutazione dello specialista. Cistoscopi flessibili monouso: un vantaggio in più Nel nostro studio la cistoscopia viene eseguita con cistoscopi flessibili monouso, sterili e utilizzati per un solo paziente. Questo permette di avere uno strumento sempre nuovo, qualità costante e nessuna necessità di reprocessing tra un esame e l’altro, con vantaggi in termini di organizzazione, disponibilità e standard igienici.  È un esame doloroso? Questa è la domanda che quasi tutti si fanno. Nella maggior parte dei casi, la cistoscopia viene percepita come un esame fastidioso ma generalmente ben tollerato, soprattutto quando viene eseguita con strumenti moderni e con un’adeguata preparazione del paziente. L’idea dell’esame spaventa spesso più dell’esame stesso. Ricevere una spiegazione chiara prima della procedura aiuta molto ad affrontarlo con maggiore tranquillità. Perché può essere così importante? La cistoscopia ha un grande valore perché consente di osservare direttamente l’interno della vescica. Questo significa poter individuare o escludere in modo più preciso alterazioni che altri esami potrebbero non mostrare con la stessa accuratezza. Per questo può essere decisiva quando è necessario: Quando conviene non rimandare Se l’urologo consiglia una cistoscopia, il suggerimento è di non rimandarla senza motivo. Posticipare un esame utile significa spesso prolungare incertezza, preoccupazione e tempi diagnostici. Affrontarlo nei tempi giusti permette invece di avere risposte più rapide e di impostare correttamente gli eventuali passi successivi. Conclusione La cistoscopia è un esame breve, utile e spesso molto più semplice di quanto si pensi. Quando è indicata, rappresenta uno strumento prezioso per arrivare a una diagnosi più chiara e completa. Hai avuto sangue nelle urine o altri sintomi urinari?Leggi anche l’articolo collegato: Sangue nelle urine: quando serve una valutazione urologica e quali controlli fare.  Prenota una visita urologica presso Aventino Medical Group per capire se la cistoscopia è indicata nel tuo caso.

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Sangue nelle urine: quando preoccuparsi e quali esami fare

A cura del Dott. Alessandro Capozzoli, urologo presso l’Aventino Medical Group L’ematuria può avere cause molto diverse: da condizioni benigne a situazioni che meritano accertamenti rapidi. Capire quando approfondire è fondamentale. Un segnale da non ignorare La presenza di sangue nelle urine, definita ematuria, è un segnale che richiede attenzione. A volte può dipendere da cause transitorie o poco preoccupanti, come una lieve infezione urinaria o uno sforzo fisico intenso. In altri casi, però, può essere il primo campanello d’allarme di un problema che merita una valutazione specialistica. Anche un episodio isolato non andrebbe sottovalutato, soprattutto se il sangue è visibile a occhio nudo o se il sintomo tende a ripresentarsi nel tempo. Da cosa può dipendere il sangue nelle urine? Le possibili cause sono numerose. Tra le più frequenti ci sono: In una quota più ridotta, ma clinicamente importante, l’ematuria può essere associata anche a: Per questo non è corretto aspettare che il disturbo “passi da solo” senza averne chiarito la causa. Quando è opportuno rivolgersi a un urologo? Una valutazione urologica è particolarmente consigliata quando: Anche quando non c’è dolore, l’ematuria può comunque meritare attenzione. Proprio l’assenza di dolore, infatti, può indurre a rimandare controlli che sarebbe più prudente fare prima. Quali esami possono essere utili? Il percorso diagnostico varia in base all’età del paziente, ai sintomi e alla storia clinica. In genere può includere: In alcuni casi, però, questi esami non bastano per vedere bene l’interno della vescica e dell’uretra. È in queste situazioni che lo specialista può consigliare un approfondimento più preciso. Quando serve la cistoscopia? Se il sospetto clinico lo richiede, uno degli esami più utili è la cistoscopia, che permette di osservare direttamente l’interno della vescica e dell’uretra. Si tratta di un passaggio importante soprattutto quando: Oggi la cistoscopia, eseguita con strumenti moderni, è un esame rapido e generalmente ben tollerato. Perché è meglio non aspettare Uno degli errori più comuni è pensare che un singolo episodio di sangue nelle urine, soprattutto se non doloroso, non abbia importanza. In realtà una diagnosi precoce può fare la differenza, perché consente di: Quando prenotare una visita Se hai notato sangue nelle urine, anche una sola volta, è opportuno programmare una valutazione specialistica. Un inquadramento urologico consente di capire quali controlli siano davvero necessari e se ci sia indicazione a esami più approfonditi, come la cistoscopia.  Acqua in movimento come immagine evocativa della salute dell’apparato urinario e della prevenzione urologica  Conclusione Il sangue nelle urine non significa sempre una patologia grave, ma è sempre un segnale che merita attenzione. Affrontarlo nel modo giusto permette di ottenere risposte chiare e di prendersi cura della propria salute senza rimandare. Vuoi capire meglio in cosa consiste questo esame?Leggi anche l’articolo dedicato: Cistoscopia: cos’è, come si svolge e quando può essere utile. Prenota una valutazione urologica presso Aventino Medical Group per un inquadramento completo e personalizzato.

Visita dermatolica con epiluminescenza e diagnosi precoce del melanoma
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Visita dermatologica con epiluminescenza e diagnosi precoce del melanoma

Un esame semplice che può fare la differenza A cura dei dermatologi Luigi Cornacchia, Eleonora De Luca e Marta Grimaldi Introduzione Individuare un melanoma nelle fasi iniziali può cambiare radicalmente la prognosi Oggi, grazie all’epiluminescenza (dermatoscopia digitale), è possibile osservare nei dettagli le lesioni cutanee e riconoscere precocemente eventuali segnali sospetti, spesso invisibili a occhio nudo. Si tratta di un esame rapido, non invasivo e sempre più centrale nella prevenzione dermatologica. Cos’è l’epiluminescenza L’epiluminescenza è una tecnica diagnostica che utilizza uno strumento chiamato videodermatoscopio, capace di ingrandire la pelle e di illuminare gli strati più superficiali e, se ritenuto necessario dal dermatologo, acquisire l’immagine del nevo in modo da poterla rivalutare nel tempo. Questo permette al dermatologo di:  ◆ analizzare struttura, colori e margini dei nei ◆ distinguere lesioni benigne da sospette ◆ individuare segni precoci di melanoma A differenza della semplice osservazione clinica, la dermatoscopia consente una valutazione molto più precisa e affidabile. Perché è fondamentale per la diagnosi precoce del melanoma Il melanoma è uno dei tumori cutanei più aggressivi, ma ha una caratteristica fondamentale: se diagnosticato precocemente, è altamente curabile. L’epiluminescenza permette di: ◆ identificare alterazioni prima che diventino evidenti◆ ridurre biopsie inutili◆ monitorare nel tempo i nei a rischio “La diagnosi precoce è lo strumento più efficace che abbiamo contro il melanoma.” Quando è consigliato eseguire una dermatoscopia È indicato sottoporsi a una visita dermatologica con epiluminescenza: ◆ una volta all’anno come controllo di prevenzione◆ in presenza di molti nei◆ se si hanno fototipi chiari◆ in caso di familiarità per melanoma◆ se un neo cambia forma, colore o dimensione Un riferimento utile per il paziente, per individuare lesioni a rischio, è la regola ABCDE:  Asimmetria Bordi irregolari Colore non uniforme Dimensione in aumento Evoluzione nel tempo Alla comparsa di uno di questi segnali, è importante effettuare quanto prima la visita dermatologica. Un esame rapido, indolore e non invasivo L’epiluminescenza: ◆ non provoca dolore◆ non richiede preparazione◆ dura circa 20 minuti◆ può essere ripetuta nel tempo senza controindicazioni In determinati casi, le immagini digitali di lesioni selezionate possono essere archiviate per confronti futuri, permettendo un monitoraggio preciso nel tempo e una diagnosi precoce più accurata. Il valore della prevenzione La prevenzione dermatologica non significa solo controllare i nei, ma prendersi cura della propria pelle in modo consapevole. Esporsi al sole in modo corretto, utilizzare protezioni adeguate e sottoporsi a controlli regolari sono gesti semplici che possono avere un impatto concreto sulla salute. Conclusione L’epiluminescenza è oggi uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce del melanoma. Un esame semplice, veloce e accessibile che può fare davvero la differenza. Prendersi qualche minuto per un controllo può significare intervenire in tempo. Prenota una visita dermatologica presso l’Aventino Medical Group per un controllo accurato dei nei e una valutazione specialistica personalizzata.

Vaccinazioni a Roma una guida pratica per chi arriva dall'estero
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Vaccinazioni a Roma: guida pratica per chi arriva dall’estero

A cura dei seguenti medici: Prof. Guido Castelli Gattinara (Pediatra e Infettivologo), Dott.ssa Paola Groff (Pediatra), Dott.ssa Blegina Shashaj (Pediatra), Dott.ssa Catherine Stainier (Pediatra). Perché leggere questo articolo: se vivi a Roma con una polizza privata, stai richiedendo (o meno) la Tessera Sanitaria, oppure devi allineare il calendario vaccinale dei figli, qui trovi cosa fare, dove andare e come farti rimborsare. Il calendario vaccinale in Italia Il Calendario Vaccinale per la Vita – 5ª edizione 2025, stilato sulla base delle raccomandazioni delle principali società scientifiche italiane, offre una guida chiara e pratica alle vaccinazioni raccomandate nelle diverse età della vita. Tale impostazione si colloca nel quadro istituzionale del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023–2025, che rappresenta il riferimento nazionale per l’offerta vaccinale. Il calendario è uniforme a livello nazionale e condiviso tra Stato e Regioni, ed è molto simile a quello delle altre nazioni Occidentali.  Per adulti sono raccomandati, a seconda dell’età e delle condizioni cliniche: influenza annuale, richiami (ogni 10 anni) difterite–tetano–pertosse (dTpa), MMR/varicella se non immuni (malattia o precedente vaccino), HPV (papillomavirus), pneumococco e herpes zoster in fasce di età o condizioni specifiche. Nei bambini, il calendario vaccinale italiano prevede sia vaccinazioni obbligatorie sia vaccinazioni raccomandate, in base all’età. Le vaccinazioni obbligatorie per bambini e adolescenti da 0 a 16 anni, indispensabili per l’accesso alle collettività scolastiche, sono:difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae di tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Vaccinazioni raccomandate:pneumococco, meningococchi, rotavirus, papillomavirus umano — in base all’età — e influenza in alcune situazioni. Le vaccinazioni raccomandate non sono secondarie: fanno parte integrante della prevenzione pediatrica e permettono di garantire una protezione più completa, soprattutto nei bambini più fragili o in alcuni periodi dell’anno. Stagionale COVID-19: il Ministero/ISS pubblica raccomandazioni annuali (2024–25: dosi aggiornate per vari gruppi d’età). Verifica ogni stagione i target prioritari e i dosaggi.  Scarica il Calendario di Immunizzazione per la Vita 2025 in PDF Con o senza Tessera Sanitaria: cosa cambia ●     Se hai la Tessera Sanitaria (TS): molte vaccinazioni pediatriche sono offerte gratuitamente presso i centri vaccinali della tua ASL, in base all’età e alle indicazioni previste. Anche gli adulti possono accedere gratuitamente o con ticket ad alcune vaccinazioni, a seconda dell’età o della condizione clinica. ●     Se NON hai la TS: puoi comunque vaccinarti presso strutture private (poliambulatori/clinic), pagando il costo del vaccino e della prestazione. Se hai una polizza sanitaria privata, spesso puoi richiedere il rimborso presentando la fattura e l’eventuale documentazione medica richiesta. È sempre bene verificare prima le condizioni della propria assicurazione, comprese eventuali franchigie, limiti o modalità di direct billing. Dove vaccinarsi a Roma ●     ASL (pubblico): se sei residente o assistito dal Servizio Sanitario Nazionale, puoi accedere alle vaccinazioni tramite i centri vaccinali territoriali della tua ASL. Le modalità di prenotazione possono variare, quindi è utile consultare il sito della ASL di riferimento o il portale Salute Lazio. ●     Aventino Medical Group (privato): se cerchi un percorso più rapido, guidato e semplice da organizzare, soprattutto quando arrivi dall’estero con documentazione vaccinale diversa, scadenze scolastiche ravvicinate o viaggi imminenti, presso il nostro poliambulatorio è possibile effettuare vaccinazioni pediatriche e per adulti. Seguiamo bambini fin dalla nascita, con eventuali piani di recupero delle dosi mancanti (catch-up) per calendari esteri, e adulti che necessitano di vaccinazioni routinarie o legate a viaggi internazionali. In presenza di quesiti specifici, storie cliniche complesse, dubbi sull’immunità o viaggi verso aree a rischio, è disponibile anche la valutazione di un pediatra infettivologo. Documentazione: Al termine della vaccinazione rilasciamo una documentazione completa, utile per scuola, viaggi, assicurazione ed eventuali richieste di rimborso, con indicazione del tipo di vaccino, data, dose, sede e via di somministrazione, numero di lotto, scadenza, firma e timbro del medico. Bambini: come allineare un calendario estero Se arrivi in Italia con un libretto vaccinale straniero, è importante portare sempre con te: Sulla base della documentazione presentata, il pediatra o il medico vaccinatore potrà valutare l’equivalenza con il calendario italiano e proporre, se necessario, un piano di recupero delle dosi mancanti o dei richiami. Si ricorda che il calendario vaccinale in Italia prevede alcuni (10) vaccini obbligatori per l’età pediatrica (0-16 anni) Immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS/RSV): che cos’è e dove si fa Negli ultimi anni si parla sempre di più della prevenzione del Virus Respiratorio Sinciziale, una delle principali cause di bronchiolite e infezioni respiratorie nei lattanti, soprattutto nei primi mesi di vita. In Italia, la protezione dei neonati può avvenire attraverso una forma di immunizzazione con anticorpi monoclonali: non si tratta del classico vaccino del calendario pediatrico, ma di una misura preventiva pensata per proteggere il neonato durante la stagione a maggior rischio. Di solito la somministrazione avviene in ospedale, spesso nel punto nascita prima della dimissione. In altri casi può essere organizzata dal pediatra di famiglia, se disponibile, oppure dai centri vaccinali della ASL di riferimento. Adulti: quali vaccini considerare Tra le vaccinazioni che più spesso vengono prese in considerazione in età adulta ci sono: Le indicazioni possono cambiare in base all’età, alla storia clinica, alla gravidanza, al lavoro svolto, ai viaggi e alla presenza di patologie croniche: per questo è sempre utile una valutazione personalizzata. Per la vaccinazione COVID-19 stagionale, è consigliabile verificare ogni anno le raccomandazioni aggiornate. Vaccinazioni per recarsi all’estero Per alcuni viaggi internazionali può essere importante verificare con anticipo se siano necessari richiami o vaccinazioni specifiche, in base alla destinazione, al tipo di soggiorno e alla situazione personale. In alcuni casi le vaccinazioni sono raccomandate, in altri possono essere richieste per l’ingresso nel Paese di destinazione. Su questo tema pubblicheremo a breve un articolo dedicato del blog. Scuola e documenti Per nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria possono essere richieste certificazioni, autocertificazioni o attestazioni vaccinali. Se mancano alcune dosi obbligatorie, può essere richiesto un percorso di recupero entro tempi concordati. È sempre consigliabile chiedere direttamente alla scuola quali documenti siano necessari e, se serve, rivolgersi alla ASL oppure al medico che ha eseguito le vaccinazioni per ottenere la documentazione

prolasso degli organi pelvici diagnosi e cure
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Prolasso degli organi pelvici: diagnosi e cura

A cura del Dott. Nico Naumann, ginecologo; della Dott.ssa Valeria Gianfreda, chirurgo del pavimento pelvico; della Dott.ssa Francesca Maccioni, radiologa ecografista; della Dott.ssa Christine Blondeel, ostetrica, esperta in riabilitazione del pavimento pelvico. Il Dott. Nico Naumann, ginecologo, introduce un tema che interessa moltissime donne e che, ancora oggi, viene spesso vissuto in silenzio. Sempre più frequentemente, dopo la menopausa — ma talvolta anche prima — si osservano pazienti che riferiscono una sensazione di peso pelvico o la percezione di “qualcosa che scende”. Alla visita può emergere un prolasso genitale, con eventuale cedimento della parete anteriore della vagina e coinvolgimento della vescica, oppure del comparto rettale. Come sottolinea il Dott. Naumann, i sintomi possono interessare più sfere contemporaneamente: urinaria, intestinale, sessuale. Per questo oggi è fondamentale una valutazione completa del pavimento pelvico. Il prolasso non è un problema “di un solo organo”. È una condizione che richiede un approccio multidisciplinare e una valutazione tricompartimentale, capace di integrare competenze ginecologiche, chirurgiche, diagnostiche e riabilitative. Quanto è diffuso il prolasso e perché succede La Dott.ssa Valeria Gianfreda, chirurgo del pavimento pelvico, spiega che il prolasso degli organi pelvici è molto più comune di quanto si pensi. Le stime indicano che può interessare dal 30% al 50% delle donne, e i numeri reali potrebbero essere ancora più alti: molte pazienti non parlano dei sintomi per imbarazzo o perché li considerano “inevitabili” dopo le gravidanze o con l’avanzare dell’età. Quando però il prolasso inizia a incidere sulla qualità della vita, esistono percorsi diagnostici e terapeutici efficaci. Perché succede: i fattori di rischio principali Il prolasso è spesso il risultato di più elementi che si sommano nel tempo. Tra i principali fattori di rischio troviamo: I segnali da non ignorare La Dott.ssa Gianfreda ricorda che il prolasso raramente si presenta con un sintomo isolato. Più spesso coinvolge diversi compartimenti (vescica, vagina/utero, retto). Area urinaria Area genitale Area rettale 👉 Il momento giusto per rivolgersi allo specialista è quando questi sintomi iniziano a condizionare attività quotidiane, serenità e vita di relazione. La diagnosi: perché servono esami dinamici La Dott.ssa Francesca Maccioni, radiologa ecografista, spiega che quando si parla di prolasso degli organi pelvici si tende spesso a pensare a un problema “di vescica” o “di intestino”. In realtà il pavimento pelvico è un sistema integrato: gli organi si influenzano reciprocamente e i sintomi possono essere misti. Per questo, la diagnostica migliore è spesso quella dinamica: non si limita a fotografare la posizione degli organi, ma ne osserva il movimento durante la funzione. Gli esami dinamici permettono di valutare: Questo approccio è decisivo per evitare diagnosi parziali e impostare una terapia mirata. RM defecografica La risonanza magnetica con studio defecografico consente di valutare vescica, utero/vagina e retto durante le manovre funzionali. È particolarmente indicata in presenza di: Cisto-colpo-defecografia dinamica Rappresenta un’alternativa diagnostica con lo stesso obiettivo: documentare in modo funzionale la discesa degli organi e le loro relazioni reciproche. Come precisa la Dott.ssa Maccioni, la scelta tra i due esami dipende da: Esami complementari A seconda del quadro clinico possono affiancarsi: Non sono alternativi agli esami dinamici, ma tasselli che completano il mosaico diagnostico. Quando serve la chirurgia La Dott.ssa Valeria Gianfreda chiarisce che la chirurgia viene presa in considerazione soprattutto nei prolassi oltre il II grado, quando i disturbi compromettono concretamente la vita quotidiana: camminare, lavorare, viaggiare, avere rapporti, prendersi cura di sé. Un punto centrale, è la preservazione dell’utero quando possibile. L’isterectomia può alterare l’anatomia pelvica e influire su vescica e retto, oltre ad avere un impatto emotivo significativo. Per questo viene evitata se non strettamente necessaria. Tecnica mininvasiva P.O.P.S. La tecnica P.O.P.S. è una procedura laparoscopica mininvasiva per il prolasso multiorgano. Prevede: Un beneficio molto sentito dalle pazienti è la conservazione dell’utero, quando clinicamente possibile. Riabilitazione: il cuore del percorso terapeutico La Dott.ssa Christine Blondeel, ostetrica esperta in riabilitazione del pavimento pelvico, sottolinea che il trattamento del prolasso non è identico per tutte le donne. Segue un percorso graduale e personalizzato, come indicato anche dalle linee guida dell’International Continence Society (ICS) e dell’International Urogynecological Association (IUGA). Prolasso iniziale (stadi I–II): quando la riabilitazione può fare la differenza Nelle fasi precoci, in assenza di sintomi severi, il trattamento di prima linea è conservativo. Un programma strutturato di Pelvic Floor Muscle Training (PFMT) può: Il percorso inizia con una valutazione della propriocezione e della capacità di contrazione volontaria. In caso di difficoltà si può ricorrere a biofeedback o elettrostimolazione funzionale. Parallelamente si lavora su: Intervenire precocemente significa prevenire l’aggravamento e, in alcuni casi, posticipare o evitare la chirurgia. Riabilitazione preoperatoria Quando il prolasso è avanzato (stadi III–IV) e l’intervento è indicato, la riabilitazione preoperatoria ne migliora significativamente i risultati. Il percorso comprende:1️⃣ Rafforzamento del pavimento pelvico2️⃣ Rafforzamento degli addominali profondi (esercizi ipopressivi, attivazione del trasverso)3️⃣ Educazione comportamentale, con attenzione a: Le pazienti che preparano il perineo prima dell’intervento presentano frequentemente una migliore contrazione post-operatoria e minore perdita di tono. Riabilitazione post-operatoria La chirurgia ripristina l’anatomia, ma non corregge automaticamente le disfunzioni muscolari o la dinamica addominale-pelvica. La Dott.ssa Blondeel ricorda che la riabilitazione post-operatoria, generalmente avviata 6–8 settimane dopo l’intervento su indicazione del chirurgo, serve a: Uno dei principali fattori di recidiva è l’iperpressione addominale cronica (stipsi, tosse persistente, sollevamento carichi, apnea da sforzo). L’educazione perineale insegna coordinazione espirazione–contrazione e strategie defecatorie non forzate, fondamentali per mantenere nel tempo il risultato chirurgico. Un percorso integrato per la salute del pavimento pelvico Come ribadisce il Dott. Nico Naumann, il prolasso non deve essere vissuto come una condizione da “sopportare”. È una patologia frequente, ma oggi gestibile con strategie su misura. Presso l’Aventino Medical Group di Roma, il percorso è realmente multidisciplinare: L’obiettivo non è solo correggere un’anatomia, ma restituire qualità di vita, funzionalità e serenità. Se presenti sintomi urinari, genitali o intestinali persistenti — come senso di peso pelvico, incontinenza, urgenza o difficoltà evacuative — prenota una valutazione specialistica per impostare un percorso completo e personalizzato. La salute del pavimento pelvico merita attenzione, competenza e un approccio integrato.

Come funzionano le emergenze sanitarie in Italia
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Come funzionano le emergenze sanitarie in Italia

A cura della Dott.ssa Gabriella Nataloni e del Dott. Alessandro Cristaudo, medici internisti presso l’Aventino Medical Group, Roma Guida pratica per chi vive o soggiorna a Roma In Italia le emergenze sanitarie sono gestite principalmente dal Pronto Soccorso ospedaliero e dal sistema di emergenza territoriale (118 / 112).L’accesso alle cure non avviene in ordine di arrivo, ma in base alla gravità della situazione. Capire quando andare al Pronto Soccorso, quali numeri chiamare e cosa aspettarsi è fondamentale per chi vive a Roma o è qui temporaneamente. Quando e come accedere al Pronto Soccorso Puoi arrivare al Pronto Soccorso (PS) in quattro modi: Quando il Pronto Soccorso è appropriato È indicato per problemi che non possono aspettare: Per disturbi minori (raffreddore, dolori lievi, richieste di ricette o certificati, controlli di routine) è meglio rivolgersi a: Il triage: chi viene visitato prima All’arrivo in PS, un infermiere di triage valuta rapidamente la situazione (pressione, saturazione, sintomi, anamnesi breve) e assegna un codice di priorità. Nel Lazio si usa un sistema a 5 codici: Codice Colore Significato Esempi 1 🔴 Rosso Emergenza assoluta – subito arresto cardiaco, shock, coma 2 🟠 Arancione Urgenza alta – molto rapido dolore toracico, grave trauma 3 🔵 Azzurro Urgenza differibile – può attendere febbre alta, dolore moderato 4 🟢 Verde Urgenza minore disturbi lievi, dolori localizzati 👉 Questo sistema non è una mancanza di cortesia, ma serve a garantire che chi rischia la vita venga trattato immediatamente, anche se arrivato dopo. Cosa succede una volta arrivati Il percorso tipico in Pronto Soccorso: Tempi di attesa: cosa è realistico aspettarsi In media (valori indicativi): Nei periodi di forte afflusso (weekend, influenza, virus stagionali, festività) i tempi si allungano, soprattutto per i codici meno gravi. Tempi di attesa indicativi sui portali regionali (es. Salute Lazio – Pronto Soccorso). Costi e ticket Se hai la tessera sanitaria italiana (SSN) Se non hai tessera sanitaria italiana Strutture private e cliniche Dove andare a Roma in caso di emergenza Grandi ospedali pubblici con Pronto Soccorso (elenco sintetico, non esaustivo) Strutture private accreditate con PS convenzionato SSN In queste strutture il Pronto Soccorso può operare in regime SSN (con tessera sanitaria) e anche in regime privato / assicurativo. Urgenze 24/7 in cliniche private (non PS SSN) Queste strutture offrono primo soccorso privato H24, con possibilità di ricovero e, spesso, personale che parla inglese e altre lingue. Cosa tratta il Pronto Soccorso (e cosa no) Situazioni tipiche da Pronto Soccorso peggioramento improvviso di malattie croniche (diabete, insufficienza cardiaca, BPCO, ecc.)  Situazioni non da Pronto Soccorso In questi casi è più appropriato rivolgersi a: Documenti e informazioni da portare Quando vai in Pronto Soccorso, è utile avere con sé: 👉 Richiedi sempre una fattura dettagliata (“fattura parlante”) se potresti avere bisogno di un rimborso assicurativo. Emergenze pediatriche Per i bambini è preferibile, quando possibile, un Pronto Soccorso pediatrico: Altri ospedali generali (es. San Camillo, Sant’Eugenio) possono offrire consulenza pediatrica, ma non sono PS esclusivamente pediatrici. Consigli pratici per chi viene dall’estero Numeri utili in Italia Servizio Numero Note Emergenza sanitaria 118 Ambulanza / soccorsi sanitari Numero unico emergenze 112 Polizia, carabinieri, vigili, soccorsi Continuità assistenziale (guardia medica) 116117 Per problemi non urgenti fuori orario Informazioni sanitarie regionali Lazio 800 118 800 Numero verde Salute Lazio

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Curarsi a Roma: come muoversi tra SSN e privato senza perdere tempo?

A Roma puoi curarti tramite SSN (pubblico) e privato. Spesso si combinano. Qui trovi: come accedere, documenti utili, pagamenti/rimborsi, quando scegliere l’uno o l’altro. Come funziona il SSN a Roma, in pratica? Punti di forza: rete ospedaliera, cronicità, ricoveri.Limiti frequenti a Roma: attese su visite/diagnostica, disponibilità disomogenea, barriera linguistica. Come funziona l’assistenza privata (con o senza assicurazione)? Punti di forza: tempi rapidi, orari flessibili, staff multilingue, supporto assicurazioni.Limiti: costi se non coperti; alcune polizze richiedono pre-autorizzazioni. SSN o privato: quando conviene l’uno, l’altro o entrambi? Punta a una strategia integrata: SSN per ciò che richiede rete ospedaliera, presa in carico a lungo termine e tutele pubbliche; privato per accelerare diagnosi e controlli, avere la possibilità di scegliere lo specialista, gestire lingua e assicurazione e programmare vaccinazioni e follow-up in modo più flessibile, mantenendo sempre un filo logico tra tutti i passaggi. Quali documenti devo avere sempre con me? Referti precedenti, elenco farmaci/allergie. Non sono residente a Roma/Italia: cosa cambia per me? UE/SEE/CH in visita breve UE residente a Roma Extra-UE con permesso e residente Extra-UE non residente (turismo/breve) Personale di organizzazioni internazionali (es. ONU) Studenti Come prenotare visite/esami nel SSN passo-passo? Come farsi rimborsare una visita privata con assicurazione? FAQ rapide (le domande più cercate) Posso combinare pubblico e privato?Sì, spesso è la scelta migliore: SSN per continuità/ospedale; privato per tempi, lingua, coordinamento e assicurazioni. Non ho il SSN: posso farmi curare?Sì: nel privato (meglio con polizza). Per indifferibili nel pubblico esistono STP/ENI. Come funziona il Pronto Soccorso?Accesso libero per urgenze; priorità decisa dal triage (5 codici). TEAM/EHIC cosa copre?Cure medicalmente necessarie nel pubblico, come i residenti (eventuali ticket). Teleconsulti e visite a domicilio sono disponibili?Nel privato spesso sì, se clinicamente opportuno. Checklist immediata prima di uscire di casa Numeri utili

Incontri con la psicologa
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Incontri con la psicologa specialista in psicoterapia dell’età evolutiva

A cura della Dott.ssa Emanuela Quagliata, psicologa all’ Aventino Medical Group, Roma All’Aventino Medical Group, con il sostegno dei pediatri, insieme alla neuropsicomotricista organizziamo giornate speciali dedicate alla genitorialità e allo sviluppo del bambino nei primi mesi di vita, pensate per offrire ai neogenitori uno spazio di ascolto, osservazione e confronto sereno sui primi passi di crescita del proprio piccolo. Questi incontri non hanno lo scopo di fornire prescrizioni o indicare ai genitori cosa ‘devono’ fare. Ogni famiglia è unica, così come ogni bambino: ciò che è utile in una situazione può non esserlo in un’altra. Ogni bambino cresce con ritmi propri: alcuni sono più rapidi in certi aspetti dello sviluppo e più lenti in altri. L’esperienza della gravidanza e del parto è vissuta in modi diversi da ogni madre e all’interno della coppia di genitori. L’obiettivo è osservare insieme il bambino, esplorare i suoi segnali e riflettere sugli atteggiamenti più adeguati da tenere con lui, arricchendo il proprio modo di comprenderlo. A volte può essere molto utile guardare le difficoltà da un punto di vista nuovo. Possiamo soffermarci sui sentimenti della madre e del padre, sulle eventuali fatiche dell’allattamento, sull’organizzazione dei ritmi del sonno e sulle difficoltà nel comprendere o tollerare il pianto del bambino. Nei primi mesi di vita il bambino ha possibilità molto limitate di esprimere ciò che prova e vive uno stato di totale dipendenza e impotenza nei confronti del caregiver. Cercheremo di riflettere sul significato dei suoi comportamenti e sui dubbi e preoccupazioni dei genitori. Madri e padri possono trovare molte informazioni pratiche in libri e manuali dedicati a nutrizione, igiene e cura quotidiana. In questi incontri, invece, diamo spazio alla comprensione del significato degli stati emotivi del bambino, del suo sviluppo mentale e della sua relazione con i genitori e con le altre figure significative. Il legame con il bambino inizia molto prima della nascita: già da tempo la madre, come anche il padre, ha immaginato sé stesso nel ruolo di genitore. Alcune paure sono presenti da prima della gravidanza; a volte sono chiare, altre restano più nascoste. La nascita di un figlio porta inevitabilmente cambiamenti nella vita di coppia, e l’attesa stessa accresce l’attenzione verso il proprio mondo interno e verso il bambino che sta per arrivare. Quando gravidanza o parto sono difficili, o hanno comportato un rischio per la madre o per il bambino, queste paure possono influenzare la formazione del primo legame di attaccamento. Condividere pensieri e preoccupazioni permette di costruire più serenamente questo fondamentale legame di attaccamento, favorendo il benessere del bambino e della sua famiglia. Quagliata,E. ‘Neonati Visti da Vicino’, Astrolabio. ‘Closely Observed Infants’ Karnac.Quagliata,E. ‘Cento e un Bambino’ Collana di libri per genitori.Quagliata, E. ‘Un Bisogno Vitale: difficoltà alimentari nell’infanzia’, Astrolabio.

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Metodo NBO: come leggere i segnali del neonato e sostenere i primi passi insieme

A cura della Dott.ssa Margherita Dal Piaz, Neuropsicomotricista dell’età evolutiva presso l’Aventino Medical Group, Roma I primi giorni e le prime settimane dopo la nascita sono un periodo unico e intenso, in cui ogni genitore cerca di comprendere il proprio bambino: perché piange, cosa lo calma, cosa gli piace o cosa lo infastidisce.In questo periodo in cui tutto è nuovo, e in cui la gioia spesso si alterna a stanchezza e ansia, ogni genitore si domanda: “Sto capendo davvero il mio bambino? Sto rispondendo nel modo giusto ai suoi bisogni?”Il metodo NBO – Newborn Behavioral Observation System nasce proprio per accompagnare le famiglie in questo momento delicato, aiutandole a leggere i segnali del neonato e a scoprire le sue competenze e le sue modalità di comunicare fin dai primi giorni di vita. Cos’è il metodo NBO L’NBO è un approccio di osservazione sviluppato dal pediatra statunitense T. Berry Brazelton e dal suo team presso l’Università di Harvard.Si tratta di un incontro tra genitori, neonato e un professionista formato, durante il quale si esplorano insieme i modi in cui il bambino comunica e si relaziona con il mondo. Durante l’osservazione il professionista guida infatti i genitori nel notare come il bambino reagisce agli stimoli – alla voce, alla luce, al contatto – e come comunica i suoi bisogni attraverso piccoli segnali del corpo, dello sguardo e attraverso il pianto.Non è un test, né una valutazione clinica: è un momento di conoscenza reciproca, un’occasione in cui i genitori possono osservare il proprio bambino, scoprendo quanto già sa fare e come esprime i suoi bisogni. Imparare a leggere i segnali del bambino può permettere ai genitori di sentirsi più competenti e sereni, e al neonato di sentirsi visto, accolto e capito. È un processo che rafforza la fiducia reciproca e crea una base solida non solo per la relazione, ma anche per lo sviluppo neuropsicomotorio. È infatti ormai ampiamente dimostrata l’influenza positiva che un ambiente di cura responsivo e sereno ha sulla crescita del bambino e sulla maturazione delle sue capacità di adattamento, interazione e apprendimento.  In sintesi, il metodo NBO può essere considerato come un ponte di comunicazione, che aiuta il neonato a sentirsi capito e i genitori a scoprire di avere già dentro di sé gli strumenti per accompagnarlo. NBO all’Aventino Medical Group: incontri personalizzati per comprendere il tuo bambino All’Aventino Medical Group consideriamo il metodo NBO uno strumento concreto per aiutare i genitori a decodificare i segnali del proprio bambino nella vita di tutti i giorni.Le sedute sono condotte dalla nostra terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, appositamente formata alla NBO, e vengono adattate a ogni famiglia: ritmo del bambino, domande dei genitori, situazioni che generano dubbi (pianto, sonno, allattamento, momenti di veglia, interazione con fratelli e sorelle…).Ogni incontro dura circa 30–45 minuti e si svolge in un ambiente tranquillo, nel pieno rispetto dei tempi di veglia e di riposo del neonato.La NBO è particolarmente indicata nei primi tre mesi di vita, ma può essere utile in qualsiasi momento in cui i genitori sentano il bisogno di comprendere meglio il proprio bambino. È rivolta a tutte le famiglie, senza che sia necessario un problema specifico: è uno spazio privilegiato per osservare insieme il bambino, riconoscerne le competenze e costruire le basi di un legame sicuro. Conclusione: offrire ai genitori uno strumento concreto per leggere meglio il loro neonato Il metodo NBO non sostituisce una visita pediatrica o specialistica: la integra, offrendo ai genitori chiavi di lettura semplici e affidabili per comprendere il proprio bambino, sentirsi più sicuri e sostenere il suo sviluppo emotivo e neuropsicomotorio. Imparando a riconoscere i segnali del neonato, i genitori modulano più facilmente le loro risposte e il bambino si sente più protetto, compreso e rassicurato. 👉 Se siete in attesa o avete appena accolto il vostro bambino, potete prenotare una seduta NBO con la nostra terapista della neuropsicomotricità all’Aventino Medical Group, a Roma. Un accompagnamento specializzato per trasformare i primi dubbi in risorse concrete, rafforzare il legame con il vostro bambino e costruire fin da subito un ambiente sicuro e accogliente.

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Pavimento pelvico: un tema di cui si parla ancora troppo poco

A cura della Dott.ssa Christine Blondeel, Ostetrica esperta nella riabilitazione del pavimento pelvico presso l’Aventino Medical Group, Roma Introduzione: conoscere il pavimento pelvico per abbattere i tabù Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che sostiene organi fondamentali come vescica, utero e retto. Nonostante il suo ruolo essenziale, è ancora un argomento poco discusso, purtroppo spesso circondato da tabù culturali. Molte donne convivono con perdite urinarie, sensazione di peso o dolore, credendo che siano fastidi “normali” legati all’età o al parto. In realtà, non è così!!La riabilitazione del pavimento pelvico, attraverso programmi mirati, permette di recuperare funzionalità, tono dove serve o al contrario rilassamento e benessere, restituendo qualità di vita. Secondo l’International Urogynecological Association, percorsi personalizzati di riabilitazione riducono significativamente l’incontinenza urinaria e migliorano la salute sessuale e il benessere psicologico. Cos’è il pavimento pelvico e perché è importante? Il pavimento pelvico è una struttura muscolare che agisce come un “amaca di sostegno” per gli organi pelvici. La sua funzionalità è primordiale per il controllo della continenza urinaria e fecale, per la stabilità lombare e per la sfera sessuale. Quando perde tonicità ed elasticità , può causare sintomi come incontinenza, dolore pelvico cronico, prolasso o difficoltà nei rapporti sessuali. Molti studi, tra cui quelli pubblicati sul Journal of Women’s Health, dimostrano che la prevenzione e l’allenamento mirato di questi muscoli riducono il rischio di disturbi anche in menopausa. Parlare del pavimento pelvico significa parlare di salute femminile a 360 gradi, rompendo silenzi che per troppo tempo hanno limitato la qualità di vita di molte donne. Cos’è la riabilitazione del pavimento pelvico? I programmi di riabilitazione del pavimento pelvico sono percorsi personalizzati, calibrati sulle esigenze di ogni paziente. Possono includere esercizi di Kegel guidati, tecniche di consapevolezza corporea, biofeedback, elettrostimolazione ed educazione posturale. L’obiettivo è di recuperare la funzionalità dei muscoli del pavimento pelvico, migliorare il controllo e restituire benessere. Linee guida dell’European Urology Association confermano che la riabilitazione riduce fino al 70% gli episodi di incontinenza nelle donne con sintomi lievi e migliora significativamente la qualità di vita. L’approccio è non invasivo e progressivo, con risultati concreti già dopo poche settimane. Presso l’Aventino Medical Group, i programmi sono condotti da un’ostetrica esperta in riabilitazione del pavimento pelvico, in stretta collaborazione con i ginecologi e gli urologi del centro. Quando rivolgersi a una specialista? Intervenire presto è la chiave per ritrovare il proprio benessere Molte donne aspettano troppo a lungo prima di consultare un/a professionista, normalizzando sintomi come piccole perdite urinarie, dolore durante i rapporti o sensazione di peso pelvico. In realtà, prima si interviene, migliori sono i risultati. È consigliabile rivolgersi a una/o specialista già dopo il parto, in menopausa o quando compaiono i primi sintomi. All’Aventino Medical Group, l’ostetrica specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico lavora in sinergia con ginecologi e urologi, offrendo un approccio multidisciplinare centrato sulla donna. Questo percorso non solo risolve disturbi fastidiosi, ma restituisce fiducia, energia e libertà. Conclusione: investire nella salute femminile Il pavimento pelvico è un pilastro della salute femminile, ma ancora troppo poco conosciuto. Disturbi come incontinenza e dolore pelvico non devono essere accettati come inevitabili: con percorsi mirati di riabilitazione, guidati da professionisti esperti, è possibile tornare a una vita serena e attiva. 👉 Non aspetta, prenota una consulenza con la nostra ostetrica esperta in riabilitazione del pavimento pelvico presso l’Aventino Medical Group di Roma per valutare il percorso più adatto alle tue esigenze.